Scegliere un Genere Fotografico? Perché Preferisco la Libertà Orproduction

PARLIAMO DI FOTOGRAFIA

Collage fotografico multi-pannello che rappresenta diversi generi fotografici
Collage fotografico multi-pannello che rappresenta diversi generi fotografici

C'è una domanda che mi fanno spesso.

"Che tipo di fotografo sei? Cosa fotografi?"

E ogni volta mi fermo un secondo. Non perché non sappia rispondere — ma perché qualsiasi risposta che do sembra sempre parziale, incompleta, come se stessi descrivendo solo un pezzo di qualcosa di più grande.

Faccio street photography. Ma fotografo anche la macro. Uso il drone. Racconto storie con il video. Mi fermo davanti a un tramonto come davanti a un vicolo di Bergamo Alta alle sei del mattino. Documento la memoria di una città. Riprendo la natura, le persone, i dettagli che la maggior parte delle persone passa senza vedere.

Allora che tipo di fotografo sono?

La risposta onesta è: non lo so. E ho smesso di preoccuparmene.

Il pranzo che nessuno si vuole perdere

Ho un'immagine in testa quando penso a chi decide di fotografare un solo genere per tutta la vita. Un tavolo apparecchiato. Antipasto, primo, secondo, contorno, dolce, caffè. Un pasto intero, pensato per nutrire e sorprendere in ogni portata. E qualcuno che si alza dopo l'antipasto, soddisfatto. Non è sbagliato — l'antipasto può essere straordinario. Ma sul tavolo c'era ancora tutto il resto. La fotografia è così. È un linguaggio con infinite grammatiche: la strada, il ritratto, il paesaggio, la macro, il reportage, l'architettura, il documento, l'astratto. Ognuna ha le sue regole, la sua tecnica, la sua estetica. Ognuna insegna qualcosa che le altre non possono insegnare.

Chi si ferma a una sola smette presto di imparare dalle altre.

Il pericolo della ripetizione


Guardate i profili social di molti fotografi appassionati. Spesso sono belli, curati, coerenti. E dopo venti scroll sono già prevedibili. Sai già cosa troverai nella foto successiva — stesso soggetto, stessa luce, stessa inquadratura. La coerenza è diventata gabbia. Non è una critica — è un'osservazione. La specializzazione ha un valore enorme, soprattutto nel lavoro professionale. Ma quando la fotografia è passione, quando è il modo in cui guardi il mondo, limitarla a un solo territorio mi sembra uno spreco. La curiosità è il motore. Quando si spegne, anche le fotografie lo sentono.

L'imperfezione che vale più della perfezione

C'è un'altra cosa che voglio dire, soprattutto a chi sta iniziando. Smettete di cercare la perfezione. Non perché la perfezione non conti — conta, e la tecnica si impara e si affina nel tempo. Ma una fotografia imperfetta che trasmette qualcosa di vostro vale infinitamente di più di una fotografia tecnicamente ineccepibile che potrebbe averla scattata chiunque. L'originalità non nasce dalla perfezione. Nasce dalla voce. E la voce si trova solo uscendo, sbagliando, riprovando, trovando il proprio sguardo — non copiando quello degli altri. Una copia, per quanto fedele, resta una copia. Ho visto fotografie sgranate, mosse, sottoesposte che mi hanno fermato il respiro. E ho visto fotografie perfette che non mi hanno detto nulla. La differenza non era tecnica. Era presenza.

Libertà

Quando ho la fotocamera in mano mi sento libero. È la parola giusta, e non ne trovo un'altra. Libero di fermarmi davanti a qualsiasi cosa mi emoziona, senza doverla giustificare con un genere o una categoria. Libero di trovare bellezza in un vicolo buio come in un tramonto sulla provincia. Libero di cambiare soggetto, prospettiva, strumento — senza chiedere il permesso a nessuna etichetta. Questa libertà non è indisciplina. È il contrario: è la scelta consapevole di non rinunciare a nessuna porzione di ciò che la fotografia può offrire. Se state iniziando a fotografare, il mio consiglio è uno solo: uscite. Fotografate tutto. Non scegliete ancora. Lasciate che sia la curiosità a guidarvi — e che il vostro genere, se mai ne troverete uno, emerga da solo con il tempo. Oppure non emergete affatto. Restate curiosi. È la cosa migliore che possiate fare.

Omar Rizzi — fotografo, videomaker e storyteller bergamasco
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